Chiuppano, sulle tracce dell’archeologia naturalistica e industriale

Focus
L’archeologia è di casa a Ciupan - così viene denominato il paese di Chiuppano in dialetto veneto -, partendo dai ritrovamenti romani fino ad arrivare a quelli fossili.
Questo antico fundus Cleppianus era localizzato in una posizione strategica in corrispondenza con la parte della vallata da cui si diparte la pista per l'Altopiano e verso l'Alta Valle dell'Astico. In epoca romana il passaggio era probabilmente dotato di passerelle in legno, più volte ricostruite nei secoli, che probabilmente sorgevano in corrispondenza dell'attuale ponte in muratura. Chiuppano era dunque uno dei punti di sosta per i viandanti prima dell’imbocco dell’insidiosa Valdastico.
Nel 917 imperatore Berengario donò al vescovo Sibicone di Padova il territorio compreso tra la riva sinistra dell'Astico e quella destra del Brenta, incluso l'Altopiano di Asiago, in cambio dell’impegno a costruire castelli e opere di difesa contro le incursioni degli Ungari. Inoltre una parte del territorio di Chiuppano apparteneva ancora al monastero di San Felice di Vicenza.
A Chiuppano dunque c’era un castello, forse derivato dal rafforzamento di una precedente fortificazione romana. Oggi non vi è più alcuna traccia: probabilmente fu distrutto a seguito degli scontri tra vicentini e padovani, di cui fu teatro il paese durante il XIV secolo: le guerre culminarono col passaggio del territorio vicentino agli Scaligeri. Oggi la memoria di questa fortificazione nel toponimo "il Castello", che indica il colle sul quale era eretta la chiesa dedicata a San Daniele.
Nella notte dei tempi si perdono anche i litigi con il confinante paese di Caltrano per la divisione delle montagne Paù, Zovo, Becco, Beccaria, Anguon, così come la convivenza con il paese di Carrè non ebbe sempre un corso sereno. Nel 1337, durante la dominazione scaligera, il territorio di Chiuppano fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Thiene fino sino alla fine del XVIII secolo.
Nel 1404 passò sotto la Repubblica di Venezia fino all’avvento del dominio napoleonico nel 1797. Tra il 1808 e il 1813 Chiuppano e Carrè divennero frazioni di Piovene fino al 1814 quando sotto il dominio austriaco il paese di Carré divenne autonoma, ma Chiuppano vi rimase legato come frazione fino al marzo 1911.
Fatto curioso è che, a più di cento anni di distanza, si è iniziato a riparlare di unire le due municipalità col nome di Colbregonza, ma col referendum del 16 dicembre 2018 i chiuppanesi hanno rigettato la possibile unione, nonostante i due Comuni condividano diverse attività.
Nel 1866 tutto il Veneto, compreso quindi il territorio di Chiuppano, fu annesso al Regno d'Italia.
Prima della Prima Guerra Mondiale Chiuppano ospitò il 72º e il 79º Reggimenti di Fanteria che poi occuparono il Pasubio, e durante il conflitto, sotto la minaccia della Strafexpedition il paese venne sgomberato: tutto il territorio per giorni fu sottoposto a cannoneggiamenti e distruzioni: la ferrovia ed i depositi delle munizioni furono il bersaglio delle artiglierie nemiche poste ad Arsiero, sul Cimone e sul Cengio. La popolazione rientrò nelle proprie case il 1 luglio 1917 per poi esser di nuovo profuga, come altre della zona, nel mese di novembre. In questo periodo le colline delle Bregonze vennero fortificate e presidiate da oltre 25000 unità di truppe inglesi. Finita la guerra, a Chiuppano fu eretto l'arco del trionfo all'ingresso del cimitero per ricordare i 32 caduti. L’avvento della Seconda Guerra Mondiale interruppe un periodo di sviluppo del paese portando nuovi lutti: bombardamenti prima e rastrellamenti poi, durante la Resistenza.
Oggi chi arriva a Chiuppano si trova innanzi a un paese dalla doppia anima: una parte piana, segnata dall’operosità manifatturiera e ricompresa nel tratto di pianura alluvionale posta fra il Monte Summano e le Bregonze; una zona collinare che conserva gelosamente la sua ruralità e il suo verde, fatto di boschi di carpini neri, robinie e castagni. Delimitato a nord dal torrente Astico, che segna il confine con il paese di Caltrano, è solcato nel versante nord dal Rio Vaccara, affluente di destra dell'Astico, che dà origine alla Val Vaccara: una zona collinare, sottoposta a vincolo idrogeologico ed a tutela forestale, dove nel secondo Dopoguerra le estrazioni di lignite hanno portato alla luce reperti fossili di notevole importanza scientifica oggi conservati all'Università di Ferrara.
Luoghi
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Via Marola 13/1,

Chiuppano

Il Museo Naturalistico delle Bregonze nasce come museo informale a cura di un gruppo di volenterosi appassionati di ambiente e di natura delle Colline delle Bregonze, costituitosi nel 2001 con la denominazione di "Anthracotherium", dal nome scientifico di un mammifero oggi estinto che ha popolato la zona del vicentino nell’Oligocene. Scopo del gruppo di studiosi è di far conoscere e di valorizzare il territorio delle Colline delle Bregonze.
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Via Marola ,

Chiuppano

La lignite è un carbone fossile originatosi tipicamente da foreste del Mesozoico e del Terziario. I depositi di lignite di Chiuppano situati in località Marola presentavano un alto contenuto di pirite erano stati coltivati per fini industriali fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, le informazioni riguardanti le attività di scavo e poi della provenienza dei fossili ritrovati sono scarse.
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Piazza

Serragli 1,

Chiuppano

Nel 1995, durante i lavori della lottizzazione residenziale denominata "Serragli", fu scoperto un manufatto interrato risalente alla Prima Guerra Mondiale. Questo bunker fortificato è uno dei primi esempi di costruzione in cemento, edificata lungo la linea ferroviaria che andava da Thiene ad Arsiero, dove la stazione di Chiuppano era luogo di smistamento di materiali per le truppe sul fronte degli altopiani. Tra l’altro i resti della ex-stazione e dell’ex-casello di Chiuppano sono ancor oggi visibili rispettivamente in Via Roma e in Via Casello.
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SP68 e SP369,

Chiuppano

Il territorio di Chiuppano vanta ben due collegamenti sopra il torrente Astico: il Ponte Vecchio, detto di Caltrano, su Via Costo (SP68) e il più recente Ponte dei Granatieri sulla SP369, detta “del Costo”.
Il Ponte Vecchio collega il paese con Caltrano: già presente in epoca romana, è stato a più riprese costruito e e sopraelevato nel corso del tempo. Ebbe un ruolo strategico per lo spostamento delle truppe durante la Prima Guerra Mondiale.
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Località

Bessé,

Chiuppano

In località Bessè si trova una centrale idroelettrica in stile razionalista: la centrale idroelettrica "Ingegner Giuseppe Gavazzi", intitolata al suo progettista, fu voluta dall’allora colosso industriale Lanerossi per produrre energia elettrica destinata ai suoi stabilimenti sfruttando l'acqua del fiume Astico. E’ risaputo che sa sempre l’acqua dell’Astico è servita per dare energia alle numerose attività produttive della frazione di Bessè: mulini, magli, cartiere.
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Via Rossi,

Chiuppano

Nei pressi del torrente Astico si trovano i ruderi dell’ex cotonificio Rossi. La sua costruzione iniziò nel 1890 e fu ultimata nel 1893. Agli inizi del Novecento fu completato con la centrale elettrica della Rozzola.
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Attività

Cercate spazi per relax e meditazione? Due opzioni sono possibili a Chiuppano, tra la quiete del centro e la pace della collina.

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Casa Colere

Se volete rilassarvi in silenzio, dedicandovi alle vostre letture di viaggio o aprendovi alla cultura locale, la bilioteca civica è il buen retiro che fa per voi. La biblioteca del piccolo paese di Chiuppano ha sede in Via Colere, 5, in un settecentesco palazzo nobiliare in centro storico. Il palazzo apparteneva ai Colere, importante famiglia del patriziato chiuppanese, dalla quale uscirono figure importanti nella vita della città.
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Da San Michele a San Michele

A Chiuppano, già prima dell’anno Mille secolo, esistevano due chiesette. La prima era intitolata a San Michele Arcangelo, era posta sull’omonimo colle e probabilmente era di epoca longobarda. La seconda era dedicata a San Daniele ed era collocata sul colle del castello.
Nel 1419, il vescovo di Padova Pietro Marcello rese il territorio di Chiuppano parrocchia autonoma che fu affidata per quasi tutto il XV secolo a sacerdoti tedeschi: la popolazione di Chiuppano ebbe così la possibilità di recarsi in chiesa senza dover passare il torrente Astico.
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Tradizione + Folklore

Personaggi illustri

CHIUPPANO, PAESE NATALE DI NICOLO’ REZZARA
Tutti ricordiamo Nicolò Rezzara (1848-1915): promotore dell’Azione Cattolica, insegnante e formatore, precursore delle riforme sociali, che operò con molteplici iniziative sia Vicenza che a Bergamo.
Il paese di Chiuppano gli ha dato i natali: la sua casa natale è tuttora visibile in località olim Campetti Stradelle ed è di proprietà del Comune di Chiuppano.
Nicolò Rezzara proveniva da una famiglia contadina di Chiuppano e rimase orfano del padre all'età di sette anni. Fu quindi accolto da uno zio materno a Vicenza: ciò gli consentì di proseguire le scuole dell'obbligo e di successivamente di completare gli studi tecnici. Al termine del proprio percorso formativo ottenne l'abilitazione all'insegnamento superiore che esercitò sia presso il collegio cittadino Cordellina Bissari che nel Seminario vescovile. Da fervente credente, si impegnò in molteplici iniziative di stampo cattolico. Ottenne anche l'abilitazione all'insegnamento presso l'Università di Padova ma, per via del clima laicista del Collegio Comunale, rinunciò all'incarico.
In trasferta a Bergamo per partecipare al Congresso Cattolico, fu accolto dalla città e qui lasciò il segno con straordinarie iniziative: nel 1879 fondò il periodico Libertà d’Insegnamento, nel 1880 il quotidiano L’Eco di Bergamo, nel 1885 il settimanale politico Il Campanone. Nel 1891 costituì insieme al conte Stanislao Medolago Albani il Piccolo Credito Bergamasco (diventato poi Credito Bergamasco).
Si ricorda poi il suo impegno nell’Opera dei Congressi, l’attivazione delle Cucine Economiche per combattere la malattia della pellagra nei ceti più poveri, la creazione del Panificio cooperativo bergamasco, la realizzazione della Casa del popolo con l’installazione della Scuola Popolare e la Scuola Sociale Cattolica (poi Pontificio Istituto di Scienze sociali), la fondazione della Società cattolica femminile di mutuo soccorso.
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Attento alle questioni legate alla vita opera fu attivo in più vertenze come mediatore e la sua attività mediazione viene indicata come fondamentale per la creazione in terra bergamasca del sindacato cattolico conosciuto come Confederazione italiana dei lavoratori, progenitrice della CISL.
La casa natale di Nicolò Rezzara a Chiuppano, chiusa ormai da svariati decenni, è stata oggetto di donazione al Comune di Chiuppano da parte della fondazione Don Andrea Spada, della fondazione Credito Bergamasco e de L’Eco di Bergamo, mediante l’acquisto e una sottoscrizione popolare con tanto di raccolta fondi con tetto iniziale di Euro 63 000,00, ossia il prezzo commerciale dell’immobile. Gli obblighi del Comune a fronte della donazione erano di restaurarla e utilizzarla in futuro per scopi culturali e sociali nello spirito filantropico del Rezzara, intitolandone una parte all’illustre uomo.

Chiuppano, storico hub ferroviario

LA VACA MORA
Nell’immaginario dei vicentino si tramanda ancora l’immagine della Vaca Mora.
Agli inizi del Novecento il trasporto su treno cambiò radicalmente il modo di spostarsi della popolazione di Chiuppano e non solo. La biglietteria della stazione di Chiuppano, che faceva servizio anche per il comune di Caltrano, vide il transito di migliaia di persone: militari, lavoratori, emigranti, gente che si spostava per viaggi di piacere e studenti, i quali ebbero finalmente la possibilità di frequentare scuole e istituti un tenpo inarrivabili.
La Vaca Mora era il termine popolare con il quale veniva chiamato il treno a vapore che saliva dalla pianura vicentina fin sull’Altopiano di Asiago; poi con lo stesso termine ci si riferì anche ai treni a vapore di montagna, alcuni dotati di cremagliera. L’origine di questo curioso nome sta in un aneddoto: nel tempo in cui la vacanza era ancora villeggiatura, i mariti facoltosi mandavano le consorti in villeggiatura ad Asiago per un soggiorno sulla neve, affidandole ai maestri di sci perché imparassero questo sport. Salendo poi sull’Altipiano per riportare a casa le mogli, si narra che qualche ferroviere in vena di scherzi pose una traversina in ferro sul fumaiolo della locomotiva; in questo modo il fumo usciva biforcandosi e formando quindi la sagoma di due corna … . Leggende metropolitane a parte, resta il fatto che il passaggio della Vaca Mora tra i campi di Chiuppano marcava una pausa nell’attività dei contadini: gli sguardi erano tutti per quella mucca in acciaio che sfrecciava di corsa e rumorosamente sull’ultimo lembo di campagna vicentina.
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Culinaria g-local

Il paese dei crauti
Chi dice Chiuppano dice anche … crauti. E anche se i crauti non sono tradizionalmente il piatto tipico del paese, la storia di sviluppo economico insegna che l’emancipazione di Chiuppano passa anche per la tavola.
La storia di Zuccato comincia oltre 150 anni fa, nel 1868 a Caltrano, con Federico Zuccato, il quale aprì una bottega con l’intenzione di iniziare a vendere i crauti, prodotto diffusi nelle abitudini alimentari delle genti dell’Altipiano di Asiago. La svolta all’attività commerciale si ebbe nel 1898 quando eventi calamitosi metereologici misero in crisi le coltivazioni ortofrutticole e i crauti diventarono l’unico alimento disponibile, grazie al metodo di conservazione in tipici mastelli di legno. L’impresa di Zuccato, trasferitasi a Chiuppano, crebbe esponenzialmente e nemmeno la Prima Guerra Mondiale riuscì ad frenarne lo sviluppo. Già negli anni Trenta del Novecento quella che oramai era divenuta un’azienda a tutti gli effetti, fu una delle realtà venete a dotarsi di macchinari a motore e ha puntare sulla qualità della materia prima.
Anche i successori di Federico, Giustiniano, Battista e Rinaldo si dimostrarono dei capaci imprenditori in grado di elevare un cibo umile e a pietanza gradita e consumabile tutto l’anno. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli anni Sessanta, Remo Zuccato lanciò la produzione di “snaim”, introducendo ai palati italiani i cetriolini in agrodolce che egli aveva apprezzato in Cecoslovacchia.
Dagli anni Ottanta in poi, con l’avvento dell’automatizzazione, l’azienda allargò il ventaglio della scelta di prodotti grazie all’introduzione di processi di produzione sempre più sofisticati e di tecnologie di automazione.
Fatto curioso è che la Zuccato non ha mai condotto grandi campagne pubblicitarie sui mass media, ma ha utilizzato canali di promozione alternativi come la sponsorizzazione di importanti spedizioni alpinistico - scientifiche. Tra queste, ricordiamo che i crauti Zuccato che sono parte della dotazione alimentare degli esploratori dei ghiacci dell’Artico nell’impresa della “Spitzbergen Expedition sommer 1968” , della spedizione del CAI di Bolzano del 1969 nelle montagne dell’Himalaya, dell’impresa CAI di Bolzano del 1970 “Kurdistan 70”.
Quindi se si passa per Chiuppano, ci si deve ricordare che la provincia di Vicenza ha assorbito gusti e ricette degli stati dominanti e che pertanto molti piatti vicentini sono di origine austriaca. Crauti compresi.

Eccellenze della moda

Made in Chiuppano
Nell’isola della vacanza outdoor non mancano nemmeno le occasioni di shopping. Il caso vuole che nel comune di Chiuppano siano insediate due note case di moda con i rispettivi outlet: GAS e Cape Horn.
L’impresa familiare Grotto prese in mano la gestione della merceria di famiglia a Chiuppano e iniziò a vendere un noto brand di jeans. Nei primi anni Settanta avviò il suo primo laboratorio artigianale e in pochi anni diede vita ad un'azienda nella quale si svolgono tutte le fasi del processo produttivo.
Oggi GAS è un noto marchio di abbigliamento, calzature e accessori per uomo, donna e bambino registrato nel 1984 dalla società familiare Grotto S.p.A., nello stesso anno in cui l’azienda lanciò la sua prima collezione.
Il marchio, ispirato da un'esperienza personale del fondatore Claudio Grotto durante un viaggio in Sudafrica, a Città del Capo, vanta anche una serie di brevetti per invenzioni derivanti da una continua ricerca tecnologica. Nel 2022 la società è stata acquisita da Milano 1984 S.p.A. di Andrea Citterio.
L’impresa a marchio Cape Horn è nata qualche decennio dopo, nel 1994, sempre a Chiuppano, sotto l’egida dell’avventura. I fondatori erano di ritorno da un viaggio intenso nella Terra del Fuoco: un luogo misterioso che solo i romanzi di Francisco Coloane potevano far immaginare. La scoperta di Cape Horn, "l'ultimo posto del mondo", ovvero il punto più meridionale dell'isola di Hornos e convenzionalmente identificato come frontiera estrema dell'America Latina, è il luogo in cui le forze della natura esplodono dando vita ad un territorio pieno di fascino e di contrasti. Cape Horn diventa così l’emblema di una linea di abbigliamento dedicato ai moderni esploratori ed ai viaggiatori sportivi. E non solo … .
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